Trentasei' s

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Sat May 28

Appunti a sinistra

Commento a questo articolo del Post. [*]

L’ articolo sarebbe bello, se non si fosse ridotto alla banalità descrittiva di chi vota a destra come quelli del SUV, dei trenini e di Gigi D’Alessio. Forse in parte è così, ma molti elettori di destra non sono così stupidi, permettete, e ingeriscono a fatica le schifezze del centrodestra pur di non avere a che fare con certa sinistra. Vedete, io sono di sinistra, ma quello che si contesta a certa sinistra è di essere idealista e poco concreta, molto filosofeggiante e poco realista, ed è un grave limite con cui la sinistra stessa non vuole nè accetta di avere a che fare. Vi faccio due esempi recenti, in cui questo aspetto è stato evidente. Io sono il primo a essere contro il nucleare, per dire, ma essendo un fisico ho un approccio pragmatico alle cose : come si può sostituire il 27% di apporto di energia nucleare solo nei paesi dell’ OCSE ? Che situazione di reale pericolo c’è stato a Fukushima ? Bene, le risposte alle due domande, al momento, a mia conoscenza, sono che non saremmo in grado di sostituire con energie alternative e altri ammenicoli quell’ apporto e che a Fukushima, pur essendo stata una situazione grave, non c’è mai stato un reale pericolo di una Chernobyl, e una centrale degli anni 80-vecchia- ha resistito a un terremoto del 9o richter che qui avrebbe annientato qualunque cosa. Eppure la sinistra è lì a compiacersi del suo “no nuke” e a farsi fighetta e alternativa senza dare risposte concrete -nessun interlocutore da me interpellato, dinanzi ai numeri, ha saputo dirmi, coi numeri, come sostituire certa energia- e io detesto chi si fa bello e offre cene in giro senza poter permettersi di pagare il conto. Fukushima è stata ampiamente cavalcata da tutta una certa stampa di sinistra con allarmismi di disinformazione massima che parlavano di apocalisse Giappone, dando informazioni populistiche e del tutto errate al fine di giocare su un terreno del tutto emotivo e di disinformazione una battaglia politica, senza pensare al reale e concrete necessità del paese da affrontare invece senza paradigmi mentali che dicessero sì o no per emotività ma con ragioni concrete alla mano. Che schifo. -tranne qui al Post, dove devo dire hanno mantenuto un sano equilibrio informativo-. Quindi, pur essendo di sinistra, sono stato contento che Berlusconi abbia posticipato il voto sul nucleare lontano da quest’ emotività non ragionata e ampiamente pompata da certa sinistra che si fa figa senza portafoglio: come fai a sostenere le tue scelte di no al nucleare ? Dimmelo coi numeri, poi io ti appoggio. Diremo anche no, ma con ragioni, non per paure amplificate. Ancora, sui sindacati. Io sono il primo a difendere i lavoratori, e ho lavorato in fabbriche a diretto contatto con i lavoratori in linea, con cui ho lavorato assieme, imparando le qualità di molti e i difetti di altri. Ma vi assicuro che, nella vita reale, purtroppo i sindacati oltre al giusto presidio dei diritti spesso vanno a difendere -ebbene sì, ci sono- molti fannulloni, chi fa il furbo, chi prende permessi per malattie inesistenti. Ancora, sui sindacati: tutti bravi a sinistra a dire “lavoro per tutti” e farsi belli, accanto ai lavoratori, nelle discese in piazza. Ma sembra, ascoltando certi dirigenti di sinistra, che il lavoro sia un’isola virtuale felice senza sacrifici e che le aziende, che in tempo di crisi hanno cercato sistemi più efficienti di produzione per non morire dinanzi alla morsa della competizione agguerrita dei paesi emergenti, solo dei maledetti bastardi che vogliono sfruttare i lavoratori. E lì a farsi belli, in piazza, a sostenere Pomigliano e le sue linee con una efficienza produttiva da paese arretrato che si svuotavano alle partite del Napoli. Bene, mentre sostenete la presunta superiorità di sinistra, sappiatelo che anche a sinistra io, spesso, mi vergogno della miopia e idealismo di sinistra che non sa sporcarsi le mani per fare, che è lontano da tutta la parte imprenditoriale che supporta il paese e non solo lo frega, evadendo le tasse e comprandosi le barche. C’è anche questa parte, ma anche tanti imprenditori onesti, schiacciati dalla crisi. Sappiate che chi vota a destra non lo fa perchè gli piacciono i trenini, i SUV e Gigi D’Alessio, ma perchè è spaventata da questa sinistra altamente idealista e poco pragmatica, che sostiene il no al nucleare, il sì ai lavoratori comunque e sempre, senza contestualizzare, far di conto e vedere cosa si può -e cosa però non si può- concedere. Senza, in altre parole avere mai il coraggio di dire: ragazzi, sarebbe figo il no nuke e anche che tutti lavorassimo con una canna da pesca in parte, ma, al momento, non possiamo permettercelo, dobbiamo tirare la cinghia e andare avanti, in questa fase. Ricordate infine che parte della precarietà dei lavoratori è dovuta anche al fatto che, quando si assume una persona a tempo indeterminato è più difficile licenziarla e separarsene che da un figlio, anche se lavora male, non è efficiente, ecc. ecc. E quindi via a stagisti, contratti a tempo determinato e altre realtà drammatiche del mondo del lavoro che sarebbero da condannare ancor più di altre pratiche. Quello è uno scandalo reale, che non esiste in paesi dove assunzioni e licenziamenti siano più flessibili. Io non dico di rinunciare ai diritti dei lavoratori, anzi, ma attenti che per difendere certe conquiste con cieca rigidità stiamo pagando molto caro da un’altra parte: le assunzioni sono ridotte all’osso, spesso con contratti precari, e non so sinceramente quale sia il male peggiore. Ma vorrei non dicuterne in modo cieco e pregiudiziale, senza guardare la realtà e convinti sempre che qualcuno risolva le cose dall’alto, come vedo nell’atteggiamento di chi scende in piazza per avere un lavoro. Certo, chi direbbe di no a “lavoro per tutti”? Ora, però, come lo costruiamo? Come lo rendiamo efficiente e competitivo? Io, a queste domande, spesso ho risposte del tutto ideali, che si trincerano spesso in “non lo so, ma non può essere così” o “non è il mio ruolo”. Ok, allora, annulliamo il dialogo fra le parti, e torniamo a parlarci quando saremo costruttivi basandoci su fatti e non su idee belle ma poco realistiche. E mi rendo conto che questo discorso, questa bella idea di poter conversare per ragioni e non per emozioni con tutti i diversi interlocutori con differenti preparazioni culturali ed esperienze, sia fottutamente idealista. Ovvio, sono di sinistra. Ma almeno, ne sono consapevole. E guardo con interesse a certi elettori di destra che sanno stare più sul concreto e sul fare, con quello che c’è, piuttosto che sognare senza portafoglio. Perchè non sono tutti SUV, trenini e Gigi D’ Alessio. E non tutto ciò che è sinistra è meglio di quello che fa la destra. Questo ve lo posso assicurare. Attenti, quindi, a banalizzare e ad essere così convinti che la destra sia tutta SUV, trenini e Gigi D’Alessio, perchè magari avete un’opinione troppo bassa dell’elettorato di centro destra per vedere i vostri stessi limiti. O troppo alta di voi.

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