Trentasei' s

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Sun Nov 8

E’ una satira, certo, ma è davvero così sbagliata e assurda ? Non vorremmo tutti un Gesù Cristo compagnone ? Non pensate, perlatro, che Gesù, un po’, lo sarebbe ? Io sono convinto, peraltro, che Gesù si farebbe grandi risate di tutte le polemiche di questi giorni sul crocefisso, certo argomento serio, ma pur sempre simbolico, quand’Egli era assai pratico, e contro l’adorazione di idoli e statuette. Forse si chiederebbe se non c’è qualcosa di più importante da FARE, anzichè preoccuparsi di quel pezzo di legno dietro cui tutti fanno gran PARLARE. Nessuno, in questi giorni, a parte due articoli, che abbia speso due parole per il messaggio di quel tipo appeso al crocefisso, al fatto che quel simbolo prima di tutto rappresenta qualcuno che abbraccerebbe, le persone, anzichè essere un messaggio di violenza come purtroppo sempre più spesso è recepito, a causa di molti suoi rappresentanti e istituzioni che così si comportano, con violenza e discriminazione. Cosa c’è da FARE oggi ? Cosa puoi FARE, anzichè PARLARE, oggi ?

Cerca di ricordare, quando arriverà gente dal mare, quale forza e passione hai utilizzato per difendere a parole il crocefisso, per poi gettare tutti dalla zattera dimenticandoti di amare..

(via ibirro )

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un signore amò follemente una giovane donna per tre giorni, riamato per un periodo di tempo all’incirca corrispondente. la incontrò per caso il quarto giorno, quando da due ore aveva cessato di amarla. inizialmente fu un incontro lievemente imbarazzante, tuttavia il colloquio si movimentò quando risultò che anche la donna aveva cessato di amare il signore esattamente un’ora e quaranta minuti prima. all’inizio questa scoperta, che il loro folle amore era comunque cosa del passato e che presumibilmente avrebbero cessato di torturarsi con domande sciocche penose e inevitabili, comunicò all’uomo ed alla donna una certa euforia; e parve loro di vedersi con occhi di amici. ma l’euforia fu effimera. infatti, la donna si rammentò di quei venti minuti di differenza; ella lo aveva amato per venti minuti ancora quando il signore, lo aveva confessato, aveva già cessato di amarla. la donna ne trasse argomento di amarezza, di frustrazione, di rancore. egli cercò di mostrarle come quei venti minuti rivelassero in lei una costanza affettiva che la qualificava moralmente superiore. ella ribatté che la sua costanza era fuori questione ma che in questo caso qualcuno ne aveva abusato, e l’aveva coperta di oltraggio, calcolato e freddo. quei venti minuti durante i quali, amando, ella non era stata amata, scavavano fra di loro un abisso che nulla avrebbe più colmato. ella aveva amato un frivolo e un sensuale, in questa vita e nell’altra egli ne avrebbe sofferto l’onta. egli cercò di far notare che, giacché più non si amavano, il problema poteva considerarsi superato, e comunque non tale da indurli a troppo amare considerazioni: ma lo disse con una certa vivacità, che tradiva insieme la paura e il fastidio. la donna rispose che la fine del loro amore era non già un conforto, ma solo l’indizio che qualcosa di pravo era stato fatuamente consumato, e che ella ne portava le cicatrici. egli ebbe una breve risata, non cordiale. in quell’istante cominciò tra i due un grande odio, un odio meticoloso e travolgente; in qualche modo entrambi sentivano che quella differenza di venti minuti era veramente qualcosa di atroce, e che qualcosa era accaduto che aveva reso impossibile la vita ad almeno uno dei due. ora cominciano a pensare di essere destinati ad una morte drammatica, insieme, come avevano fantasticato, febbrilmente, durante il loro folle amore.



giorgio manganelli
- centuria (quarantanove)

(thanks to pensierispettinati per avermene ricordato l’esistenza)

(via adusumliminae) (via mante)

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Wed Nov 4

la mia canzone preferita.. (via zero) ;-)

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Così anche quella storia della sua illibatezza ripetuta fino alla nausea: che squallore, non aggiungo altro. Ora, lei può andare anche al Festival di Venezia, senza il senso del ridicolo . [*]
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Mon Nov 2

malizia aziendale

Stavo cercando definizioni in inglese su raccorderie idrauliche. Tanto per cominciare vado su wikipedia inglese e cerco per nipple, un tipo di raccordo. “Access denied” è la risposta. Poi mi ricordo : nipple, in inglese, vuol dire anche capezzolo…

Quando si dice la malizia!

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Eccezioni. Chuck Norris.

Una volta la polizia stradale ha fermato Chuck Norris di ritorno da una festa e lo ha sottoposto alla prova del palloncino. Chuck Norris ne ha gonfiati quattro a forma di giraffa, ha regalato un lecca-lecca agli agenti e si è allontanato ubriaco.

In genere mi son venute a noia, ma questa è notevole.

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Fri Oct 30

Non sono.Sono spento.Ho messo su off.

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Wed Oct 28

Suonava da cani.

Canada, giovane cantautrice morta.
È stata sbranata da due coyote

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Mon Oct 26
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Nuove opportunità di lavoro.

Divento Trans.

Marrazzo e la giornata con Natalie.
Il gip: concordò prestazione da 5mila €.


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Sun Oct 25
Geniale.

Geniale.

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Windows 7 : “trust me”. ;-)

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Fri Oct 23

Dettato: "Silvio Berlusconi è stato fermato da una bufera di neve". Attenti alle virgole, mi raccomando!

Ora, dopo il caso della “nave gesotazionaria” -e fosse solo quello..-, come può essere possibile, alle soglie del 2010, che i giornalisti debbano scoprire da blogger o internauti, nei commenti al loro stesso articolo, che la notizia della bufera di neve di Berlusconi è una bufala ?

Ancora una volta nessuno che si sia chiesto, “ma sarà vero?”. Dico : basta un click, al giorno d’ oggi, per verificare certe cose. Un “click”.

Ma niente, i giornalisti spesso non fanno che copiare pedissequamente bravi bravini le notizie come tromboni, impegnandosi a fare il loro compitino correttamente, con le virgole e il punto e a capo. Uguale uguale a come l’ hanno letto da quei due o tre che scrivono per primi.

“Verifica delle informazioni” non è più nelle loro job descriptions.

Nemmeno se basta un solo click.

Io resto basito dinanzi ai segnali di un’ incompetenza informatica diffusa, radicata e profonda; che nemmeno si sogna, di verificare un’ informazione. Nemmeno sa, molto probabilmente, di poterlo verificare con un click. Perchè non sa, quali strumenti ha in mano.

Se lo fa dire dai blogger, dagli internauti. Quando li vede e li sente.

Lui, pagato, professionista e con uno dei compiti più alti vi siano, a mio modesto avviso, di questi tempi : informare le persone di quel che accade in giro per il mondo.

Mi scuso, perfino, di questo livore. Ma se un giornale non sa verificare la banalità di un’ informazione del genere, cosa mi posso aspettare per notizie molto più complesse e difficili da verificare ? Quale informazione reale ho, da questi giornali ?

A volte non basta un click, per verificare.

Bisogna andare.

Altrimenti la realtà sarà sempre quella che vede o s’ inventa il primo a cantare.

E poi tutti a copiare..

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Wed Oct 21

Non so se è meglio il video del birro o quello linkato su “problemi” della trasmissione di Radio Maria (“raddrizzare ciò che va raddrizzato” è apoteosi del doppiosenso), che cerca di strappare questi giovani alla pratica della masturbazione. Woody Allen è avvertito. Il video qui sopra, però, è carino assai! (english version)

ibirro:

Basta pippe! Creano solo problemi.

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Tue Oct 20
Lei sceglieva. Era una di quelle persone che aveva la selezione durissima all’ingresso. Niente cancelli o buttafuori. Solo pelle. Arrivava in un posto nuovo, gettava uno sguardo sommario e lei… anzi no… le sensazioni che la sua pelle le inviava facevano un veloce brainstorming e sceglievano. A lei non era dato sapere quali fossero i criteri di selezione, non le era concesso scegliere il posto o il momento. L’unica cosa che poteva fare era assecondare quei ciechi comandi. Alcune volte aveva provato a ribellarsene, aveva provato a fare di testa (notare, testa) sua. Aveva visto una persona, le si era avvicinata con fare gentile e sicuro, ci aveva scambiato qualche chiacchiera, ma subito l’interesse era scemato. Si era ricordata delle birre e delle chiacchiere e delle risate e delle albe con quelle altre persone, quelle che non aveva scelto la sua testa, e aveva capito che non c’era confronto. E’ che -lei pensava- quando diamo tanto valore ad una persona, ogni cosa che riusciamo a prenderle, ogni cosa che ci regala, dà valore a noi, ci fa migliori, più importanti. Però succedeva anche un’altra cosa. Quando questi regali non arrivavano, quando non riusciva a prendere niente, quando alcune cose le venivano tolte non riusciva a capacitarsene. La prima volta che una cosa del genere era successa, aveva fatto una fatica immensa per rimettersi in piedi. Aveva imparato, solo con tanto sforzo, che il suo valore rimaneva anche se certe persone non erano più lì ad applaudire, a ricordarglielo. E aveva pensato che se magari le copriva, le cose belle che c’erano in lei, nessuno poteva contaminarle, farle sembrare più grandi e poi più piccole. Simply Giulia . Speziàl.
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