Trentasei' s

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Tue Dec 13

Pago il pesce per quel che è non per quello che vorrei che fosse

[commento al post di Luca]

Luca, concordo pienamente, ma perchè-contrariamente al tuo esempio sul dirigente d’azienda- non facciamo il discorso a rovescio, come clienti di questo Stato?

Io pago il pesce per quello che è e non per quello che vorrei che fosse.

Ora, davanti a noi, ci sono gli Scilipoti, i Borghezio, i Calderoli, i Bossi, i Di Pietro, i Trota e le Carfagne; i Berlusconi e i Veltroni, i Gasparri e le Mussolini! Perchè non adeguiamo lo stipendio al livello di prodotto che i partiti, attraverso la selezione dei candidati, riescono a fornirci? Perchè non ci comportiamo da clienti di questo Stato? Pagheresti pesce marcio? il Trota che non supera l’esame di liceo -e non vuol dir nulla, forse, che mia nonna dà fumo a tutti, per dire- e fa dichiarazioni che anche un minus habens avrebbe vergogna di fare -e mia nonna, ti giuro, dà fumo a tutti invece- fa parte di questa classe dirigente. Io non pago, questo pesce marcio. Siano loro, prima, ad adeguare la selezione. Poi io sarò contento, anche, di pagare delle persone competenti, educate, che facciano il mestiere nelle radici più nobile che si possa fare. E sarò contento di pagarlo lautamente, anche più del dovuto, anche più che adeguato, alla stessa stregua di quando, mangiando del buon pesce, e si è soddisfatti, si è disposti a chiudere un occhio se il conto è salato. Ma se il pesce è marcio, io non pago. E oggi, caro Luca, il pesce è in gran parte avariato, e lo spettacolo che è davanti ai nostri occhi è raccapricciante, per chi abbia un minimo di buon gusto. E la domanda è, la ripeto: perchè non rovesciamo la domanda? Perchè non paghiamo per quello che ci offrono ADESSO, e non DOMANI? Io penso che anzi, limitare all’ inizio i benefici, servirebbe a depurare la fogna del Parlamento da chi vi accede solo per quei benefici, lasciando spazio solo a chi è animato davvero da nobili intenti-di destra o sinistra poco importa-. Solo dopo sarò contento di pagare, lautamente e profumatamente, una classe politica adeguata. Scusa lo sfogo, ciao.

edit. Luca risponde:”Mi sembrava chiaro, ma a scanso di equivoci: il paragone “dirigente d’azienda” non era pedissequo, e non sulle dimensioni degli stipendi. Era un paragone sul rapporto tra impegni, responsabilità, sacrificio, capacità e retribuzione. Punto.”

e io rispondo che, secondo me, lui fa conti e selezioni su uomini che non esistono.

“Appunto. tu dici “se un dirigente d’azienda fa male il suo lavoro, non gli si riduce la paga, lo si sostituisce o si cambiano i modi con cui è stato scelto. “. Tu ti muovi su degli ideali, io ti invito a cambiare ottica e a guardare a quello che c’è, che è completamente diverso da quello che indichi come la figura de il Politico su cui costruisci i tuoi rapporti, perchè quel politico, al momento, non c’è. Tu dici cerchiamolo, cambiamo. Ok, ma al momento è questo, non è quello che descrivi tu. il tuo sarà il modello, forse, ma non ha senso parlare di idee, ma del riflesso opaco nella spelonca, ovvero della realtà. E da lì poi fare gli stessi, identici rapporti e magari capire che si sta un po’ sognando, a ragionare come ragioni tu. Lo dico perchè a sinistra ci si tende a muovere secondo un ideale di uomo, di politico e intellettuale senza spesso guardare al vero uomo al vero politico e al tronista che è.E quindi fare i conti male.”

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Thu Nov 10
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Sat Nov 5

Compriamo il nostro debito

Il mio commento su Il Post circa l’iniziativa di Giuliano Melani di comprare il nostro debito.

Io trovo ottima l’idea di umiliare la casta che si crede tanto indispensabile e si riempie di parole buone solo a far politica con azioni concrete ed efficaci che possono risolvere il problema. Trovo coraggioso e bello che invece di lamentarsi e scendere in piazza a chiedere a mamma Stato di risolverci il problema come fosse un’entità suprema, si passi all’azione e si faccia qualcosa per cambiare. Mi piace. Mi piace più di quelli che protestano senza sapere quale sia la soluzione, mi piace più di quelli che di lamentano per il lavoroa senza mai dare soluzioni concrete. Questa è vera protesta: affiancare allo scontento una proposta reale, efficace e concreta, che nel contempo ci dica che siamo una nazione, un popolo, che sappia agire oltre a lamentarsi, e provi almeno a fare il suo in questo sogno dai piedi per terra proposto da questo signore. Gli altri continuino pure a piangere, lamentarsi, dire ce non è giusto che lo facciamo noi e quant’altro, lasciando pero le cose come stanno e non cambiando la situazione di una virgola. Io proverò a fare il mio, nel limite delle mie possibilità. Grazie a questo signore per averci dato la dignità dell’azione rispetto all’impotenza del lasciare fare alla casta quello che non sa fare. Io raccolgo l’appello, pur non avendo fatto parte di molte di quelle righe che hanno creato il debito. A me interessa risolvere il problema, non lamentarmi.
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Fri Sep 16

Ma.. e se l’ Arcuri..

Io ho avuto un dubbio: essendo che l’ Arcuri Sanremo l’aveva già fatto, non è che il culo l’avesse dato due anni prima e noi qui a santificarla come l’eroina dei due mondi? Che poi, idolo della Rete per non essere una prostituta è proprio un triste specchio dei nostri tempi, eh?

dubbio nato commentando la bella vignetta di Mak.

EDIT: ecco, appunto, manco a dirlo.

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Thu Sep 15

SOS Silvio

Volevo solo dire a Silvio che sono in difficoltà economiche. E sono il nipote di Sarkozy. Grazie.

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Sat Sep 10
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Sat Aug 6

La classe politica professionista italiana

“Possiamo concludere.
Che la classe politica professionista italiana ha la
responsabilità di avere nel proprio DNA la nascita come
funghi di demagoghi populisti che una mattina si alzano e
al grido di “vaffanculo tutti” ottengono visibilità e potere
perché cavalcano un malessere che non può essere
ignorato. La malattia non produce la cura, ma produce
un’altra malattia, che a sua volta si sovrappone all’altra
malattia e devasta il Paese, uccidendo nella culla ogni
tentativo democratico e collettivo di far uscire il Paese
da questo circuito infernale.”

Interessante analisi di Cristina Alicata, sulla genesi dei partiti sulle basi della demagogia becera e qualunquista, da Mussolini a Grillo passando per Bossi e Berlusconi.

Su iMille, pag.9-10.

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Thu Aug 4

Leggendo qua e là..

Un commento da Mante, a riguardo dell’ omeopatia..

“ah ah, è bellissimo vedere sulla questione omeopatia il fronte di chi si schiera a favore dei dati scientifici e chi a quelli emotivi e sensazionali, e il bello è vedere come questi ultimi siano i più convinti e forti sostenitori di un sapere che, evidentemente, non dominano per nulla. A dimostrazione di questo le ovvietà dette da webinki e le approssimazioni scientifiche (non ultima citare un Journal come la Bibbia quando è una altro Journal quello importante). Io mi chiedo perchè questo piacevole e lucido argomentare sia stato sottratto dalle discussioni sul nucleare e affidato, tramite referendum, agli emotivi e non conoscitori del tema. Che dite, facciamo un referendum sull’ omeopatia o lasciamo che ne parlino scienziati seri e affermati ? Scusate, ma io preferisco la seconda, e non capisco dove eravate, nel periodo del referendum quando tante ovvietà e falsità sono state dette a riguardo dell’ argomento, emotivamente molto più forte, del nucleare. Nessuno che abbia affermato che ha creato più danni il petrolio in trent’anni che il nucleare. Eppure l’ emotività è più forte, e la demagogia e l’ignoranza popolare anche. Quindi, di che vi stupite, ora, parlando di omeopatia ? Il discorso e le persone son le stesse..”

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Tue Jul 26

Trova la differenza

Quando l’ attentato è fatto da terroristi islamici, sono “musulmani”. Quando l’ attentato è fatto da un cristiano è ovviamente fatto da un “sedicente/estremista cristiano”.

Noi c’abbiamo sempre la giustificazione, e siamo sempre dell’ asse del bene. Che culo.

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Tue Jul 19

Gli idealisti, brutta gente.

Non perchè non sia bello o condivisibile ciò che dicono, ma perchè non smettono di sognare invece di guardare la realtà per quella che, piaccia o non piaccia, è.

Un commento lasciato sul blog di Mantellini

“Sinceramente, quando leggo di certe opinioni sui sindacati -quelle idealistiche e positive- penso che arrivino da persone che non hanno mai visto una fabbrica da lontano, nè ci abbiano mai lavorato, nè abbiano mai visto quanto l’ idea di sindacato che essi difendono strenuamente -e che anch’io difendevo strenuamente, prima- sia distante dal sindacato reale fatto di persone che spesso sono solo un freno alla realizzazione di nuovi progetti, difendono i lavoratori che lo meritano di meno, quelli che hanno meno voglia di lavorare e, in una parola, non difendono chi nella nostra idea di sindacato, dovrebbero veramente proteggere. In secondo luogo, non hanno mai lavorato in una fabbrica perchè altrimenti avrebbero riconosciuto come nel panorama impiegatizio vi siano anche esemplari di Fantozzi, e non capisco, ancora, che male ci sia nel descrivere la realtà per quel che è e non per come la vorremmo, nella nostra testa, bella, ideale, per la libertà, uguaglianza e fratellanza.”

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Sat Jul 16

Semplicità

Oggi è un bicchiere d’acqua col ghiaccio e il vento fresco fra i capelli,

Oggi è un tavolino d’osteria sul mio terrazzo e il pc

Oggi è una canzone postata da 2parole che si abbina bene all’ acqua e al vento

Oggi è una corsa e una doccia che ha partorito tutto questo.

[per i curiosi, qui trovate la canzone e 2 parole]

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Wed Jun 29
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Mon Jun 27

nichilismo

Non c’è parola da scrivere. Il domani la inghiottirà comunque nelle sue fauci insieme a tutte le altre parole già scritte da altri. Troppi parlano, quando solo pochi hanno qualcosa da dire. E nel caos li perdo. Peccato.

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Mon Jun 20

Anche l’ Unità sfrutta i lavoratori. Potrebbe farne a meno?

Tutto nasce da questo post, segnalato da Mantellini: una lavoratrice dell’ Unità si lamenta del fatto che anche all’ Unità, nonostante le trombonate ai favori dei lavoratori, in realtà vivono di precari e collaborazioni mal pagate. Bene, mi piace questa lotta all’ ipocrisia. Però poi bisogna anche passare oltre, e proporre un’alternativa concreta, al comportamente-a mio avviso di mercato, per quanto mi faccia schifo il mercato- dell’ Unità. Altrimenti è solo lo sterile piagnisteo di un bambino che chiede la soluzione alla mamma, a Padre Pio e infine allo Stato benefattore, deus ex machina e gran risolutore di tutti i mali del mondo.

Questo il mio commento da Mante:

Concordo con CarloM: L’ ipocrisia dell’ Unità, se fosse vero quanto scritto dalla blogger, è devastante, ma finalmente gli amici del “lavoro per tutti” affronteranno la realtà un po’ diversa dall’ utopia della legge di mercato, e se voglion rimanere competitivi, pur facendomi per primo schifo le condizioni di precariato e sottopaga descritte, queste mi sembrano le leggi di mercato ad oggi di ogni giornale, leggendo anche quanto scritto da @valentina: chi paga di più, quindi, è semplicemente meno competitivo, a meno di non avere grandi penne che valgono un maggior prezzo d’acquisto. se l’unità, coerentemente coi suoi ideali, pagasse i pezzi a 200€, sarebbe definitivamente fallita nel giro di un anno, quindi io vorrei anche sapere da parte di chi critica il sistema, come potrebbe l’ Unità essere competitiva, rimanere sul mercato, e essere fedele ai suoi ideali di paga onesta per tutti. Cioè, ok la critica, ma poi ? Come si costruisce un giornale senza precari, con pezzi pagati bene e competitivo? Si può? E’ sempre lì, come col nucleare: piace a tutti il lavoro per tutti, l’energia pulita e anche Penelope Cruz: ma è fattibile? Si può, nel mondo reale, che-ripeto-fa schifo pure a me? Grazie.

In attesa di risposte. In genere, come per il nucleare, la risposta è : “Non è un problema mio. Così non va. Come non lo so. Lo devono risolvere loro.”

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Mon Jun 13

Quorum raggiunto

Fra un po’ sapremo se il popolo alla domanda “vuoi un dito nel culo?” ha risposto sì o no. La delicata e complessa questione della strategia di sviluppo energetico nazionale avrà così una soluzione grazie alle competenze di consulenti radicati in tutto il territorio, quali il Trota, la mia vicina e soprattutto Luana, la tigre del ribaltabile (esperta del settore automotive).

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