Trentasei' s

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Tue Aug 19
Ma sì, diciamocelo..
canemucca:
;) chi sa, sa

Ma sì, diciamocelo..

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;) chi sa, sa

Sopravvissuti...

E’ strano digitare nuovamente sulla tastiera… E’ triste, un po’, scoprire che il testo degli mms spediti fra tempeste e sole non veniva pubblicato sul tumblr, ma solo il titolo dell’ mms inviato.. Vi siete quindi persi le piccole e grandi emozioni di questo viaggio, che un po’ le foto spero comunque vi abbiano raccontato..

E’ stata una vicessitudine di eventi intensi e spettacolari, dal viaggio in notturna cominciato la sera coi delfini a giocare e ad accompagnarci accanto e sotto allo scafo, proprio attaccati a noi (che emozione!), alla poesia della notte illuminata dalla luna nel silenzio assoluto del mare infranto solo dallo scafo e da dylan in sottofondo; alla tensione del vento forte e mare grosso cominciato nel cuore della notte e aumentato sempre più, sotto un cielo che pareva un tappeto di stelle e un alba in cui le onde venivano quasi vaporizzate in aria per il vento forte e il mare grosso…

Vi siete persi il gaudio difronte a un sanpietro dal sapore immaginifico e l’ incontro con degli amici nell’ isola..

Vi siete persi la tensione di trovarsi alla rada in raffiche di bora oltre i 70 nodi dopo essere stati rifituati dalla marina di Orsera perchè “non c’è emergenza” ed essersi trovati 10 minuti dopo con l’ ancora che non teneva in una tempesta d’acqua e vento che spazzava via la barca come un frollino ; il mettersi ai motori e il gugli a prua a ritirare su l’ ancora mentre quasi si era spinti sugli scogli e non si vedeva nulla per l’ acqua che veniva giù e la barca spinta come un fazzoletto cercando di opporsi coi motori prua a vento..

Vi siete persi la tensione di 15 minuti che ricorderemo per tutta la vita come qualcosa di incredibile sotto il cielo nero d’ inchiostro più intenso che abbia mai visto, il rimettersi al riparo finiti i 15 minuti potenti per prepararsi alle raffiche seguenti, legandosi anche ad un albero a terra e una notte passata in bianco a controllare di non essere spazzati via…

Vi siete persi il gugli “manca solo la nebbia e che una coppia di balene si accoppino sulla barca” e “cazzo, noi siamo qui che siamo nella merda e tu fai foto”..

Vi siete persi il mare grosso e lungo con onde sui 3-4 metri come dune del deserto da cavalcare come cammelli e lo spettacolo di vedere il giorno dopo, dal mare lontano, quel nero alle spalle disegnare un semicerchio di nuvole della discesa dell’ anticiclone verso sud che finiva nel sereno.. Uno yin e yang visivo mozzafiato.. E il peggio lasciato alle spalle..

Vi siete persi Sandra, e il suo culo meraviglioso come il sorriso, servirci degli scorfani splendidi e delicati dal sapore di mare.. E una signora al tavolo “veramente carina quella ragazza”, e un sincero “carinaa ? che cazzo deve essere una per esser figa ?”

Vi siete persi infine il viaggio di ritorno, tranquillo, e “che noia senza nemmeno una tempesta..”

Vi siete persi il bacio del pontile, una volta tornati, come promesso, visto che il leit motiv della vacanza era, “quando torniamo, SE torniamo..” e una di quelle cose che si vorrebbe fare e non si fa mai..

Vi siete persi tutto questo, ma noi non ci siamo persi nulla, felici di poterlo raccontare e col gugli che ha provato da quasi neofita le esperienze di mare più estreme..

E’ un rapporto diretto e intenso con la natura, con la sua forza, con la sua potenza da rispettare e temere e amare assieme..

Sono quelle cose che poi è bello poter raccontare,  e che difronte alle stesse saprai affrontare meglio..

Ma soprattutto tutto comincia quando spegni il motore, ed è il vento, solo il vento, a spingerti oltre. Nel silenzio e nella pace che il motorista non capirà mai, è quel viaggiare che rende il viaggio parte integrante e fondamentale del piacere della vacanza e non solo un mero momento di spostamento tra un luogo splendido ed un altro.. E’ il sentire la forza o la leggerezza che ti può dare qualcosa di così implapabile come il vento, eppur concreta, e forte..

E’ il vedere piegarsi su un lato la barca senza cadere, e la tua vela giocare con le stelle inclinata nel cielo..

E’ quel silenzio che può essere forte o delicato, piacevole o temibile, ma che ogni volta, al momento di spegnere il motore per dar vita a questo silenzio, ti soprende per quel qualcosa di magico che ti sembra sempre dover esserci dietro a questo movimento senza rumore..

“A mano a mano ti accorgi che il vento
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La vecchia stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore “

(…nella splendida versione di Rino Gaetano..)

Ohoh M’è semblato d livedele un tempolal
Ohoh M’è semblato d livedele un tempolal
Fri Aug 15
Cristo Dio!
Cristo Dio!
fra onde e pioggia..
fra onde e pioggia..
capitani coraggiosi..
capitani coraggiosi..
Wed Aug 13
noi non torniamo più..
noi non torniamo più..
Scusate..
Scusate..
Tue Aug 12
sto svenendo…
sto svenendo…
meraviglia d’eleganza e tecnica..
meraviglia d’eleganza e tecnica..
Mon Aug 11
dedicato a Paolino..
dedicato a Paolino..
Molto bene!
Molto bene!
Sun Aug 10

Sopravvissuti...

Dopo la poesia del primo terzo di notte,mare grosso e vento tra i 16 e i 20 nodi,fino all’arrivo, a 12 del giorno dopo,con momenti di ‘ma chi cazzo me l’ha fatto fare’ e contemplazione sotto un tappeto di stelle nel pieno adriatico senza poter quasi mai darsi il cambio viste le condizioni del mare.. Notte in bianco fino a 12 del giorno dopo a timonare quasi di continuo,col gugli pure col mal di mare e le cervicali invalido.. Il mare era molto formato e affascinante ma a tratti anche inquietante,nel buio,mentre la barca saltava nelle onde dello scirocco.. alba meravigliosa,ma ancora con vento e mare grosso,il più grosso mai affrontato. sopra i 22 nodi sarebbero stati cazzi… Ve lo immaginate spiegare una presa di terzaroli nella notte? Diciamo che dopo la doccia e la mangiata all’arrivo ho dormito come un ‘corpo morto’.. Però.. Che figata.. Nota:situazione da panico nella notte in mezzo alle rotte di due traghetti e di un mercantile.. Nella notte si vedon solo le luci,e fino a che non si sono ben chiarite erano dei mostri che ci puntavano.. E noi a sbatacchiare e a cercare di capire col binocolo.. Specie-per gli addetti- i traghetti,che con tutte quelle luci non si capisce mai dove vanno.. Il capitano e il Male vi salutano,ancora vivi per il momento..
fumando nella notte..
fumando nella notte..
la luna..
la luna..